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Tag: scuola

Tutti gli articoli con il tag "scuola".

  • Insegnare scienze, oltre la gerarchia dei saperi

    In uno dei pochi passi pedagogicamente apprezzabili delle Indicazioni Nazionali per il primo ciclo 2025 si legge che “l’approccio laboratoriale, inteso come trasformazione dell’aula in un vero e proprio ‘laboratorio di idee’”, rappresenta una risorsa strategica “per perseguire l’obiettivo di formare cittadini in grado di leggere e orientarsi nella complessità e di progettare il futuro”. Le discipline STEM, l’insegnamento laboratoriale, la formazione alla cittadinanza. Sono i tre punti intorno ai quali gira L’ora di scienza. Cultura scientifica a scuola per lo sviluppo della persona (Calì e Fiorentini, 2026), una raccolta di studi che fa il punto sull’educazione scientifica partendo dall’esperienza del CIDI e dei Laboratori del Sapere Scientifico.

  • La parete sottile

    C’è da chiedersi quanto sia grande la distanza fra certe forme di retorica politica che costruiscono continuamente un “noi” assediato e un “loro” indicato come minaccia e le sottoculture digitali che trasformano quella logica di contrapposizione in fantasie di eliminazione. E c’è da chiedersi, anche, quanto possa essere efficace la scuola, anche avendo docenti sinceramente democratici, nell’educare gli studenti al rispetto dell’altro se là fuori (sui social, in televisione e inevitabilmente anche in famiglia) è pieno di odio.

  • La Bibbia a scuola. Forse non proprio come vorrebbe Valditara

    Chi vuole la Bibbia a scuola come documento identitario in realtà non vuole davvero la Bibbia a scuola. Come non vuole davvero la letteratura latina, o la stessa filosofia greca. Quello che vuole è un approccio superficiale, parziale e falso al testo, funzionale a una narrazione che non ha nulla a che fare con la complessità della nostra storia e che è un insulto a quel pensiero critico che dovrebbe essere il primo obiettivo della scuola.

  • Perché il divieto di burqa a scuola non è una buona cosa

    Le contraddizioni di una scuola che ha la pretesa di essere luogo di emancipazione ma esclude chi non è già emancipato.

  • Quello che mi premeva dire sulla scuola

    Non si può dire che Senza cattedra abbia avuto successo. Ed è una cosa cui sono abituato – ma la scuola, a differenza dell'etica buddhista, è un tema caldo, e un po' speravo che andasse diversamente. Come mai il libro è passato inosservato? Perché non è un buon libro, perché è scritto male, perché è noioso, perché è irritante. Non saprei. A me pare un buon libro, ma non sono il miglior giudice delle mie cose. Poiché ho scritto quel libro perché mi premeva dire alcuna cose, vorrei provare a dirle nel modo più semplice e sintetico possibile. Procederò per punti. Che appariranno inevitabilmente apodittici: chi vorrà sapere di più potrà leggersi il libro o, meglio, scrivermi.

  • La buona condotta scolastica

    Fino a quando la condotta delle studentesse si valuterà in questo modo, il rischio di ritorno del fascismo sarà sempre reale. E nulla sarà più vergognoso del blaterare dei docenti sui tempi bui che stanno arrivando. Si assumano le loro responsabilità, piuttosto, chiedendosi per quale società stanno lavorando.

  • Ancora sulle Indicazioni Nazionali

    La bufala della rimozione di Marx e Gramsci dalla bozza delle nuove Indicazioni Nazionali. Due miei articoli, su La Ricerca e su Micromega, riguardo una proposta di cambiamento dell'insegnamento della filosofia che merita una discussione seria. Su Insegnare analizzo invece l'inutile proposta riguardante le scienze umane.

  • La concezione sacerdotale dell'insegnamento

    "Dove andremo a finire di questo passo? A occhio e croce saranno circa cinquemila anni che esistono le scuole. A occhio e croce l'impostazione di base non è mai cambiata: una cattedra, dei banchi (in piano, ad anfiteatro), una lavagna. Dai Babilonesi ad oggi", scrive un docente indignato per il mio libro sulla scuola. Ragioniamo di questa visione della scuola.

  • Questa scuola voltiamola a ludoteca

    Leggo le prime reazioni a Senza cattedra. Molti like, molti cuoricini: e molte reazioni sdegnate - qualcuna anche offensiva. Era nel conto. Ne scriverò con calma. Intanto un appunto su una cosa non secondaria.

  • Scuola e hustle culture

    C'è qualcosa che sfugge nel dibattito sulla scuola - che a tratti assume i toni di una rissa tra maschi alfa - quando si accusa di neoliberismo qualunque didattica innovativa. Il neoliberismo ha un tratto caratteristico abbastanza preciso: chiede di dare il massimo anche in assenza di una motivazione intrinseca, solo per ottenere successo. È la logica dell'hustle, del performare indipendentemente dal senso di ciò che si fa. Ed è una logica che appartiene pienamente alla scuola tradizionale.

  • Un dialogo

    Su Dialoghi Mediterranei dialogo con Ivana Margarese sui temi di Senza cattedra. La scuola possibile.

  • Sulla pelle dei più fragili

    Negare l’educazione sessuo-affettiva in nome del “primato educativo della famiglia” rende tutti più soli. E a pagarne le conseguenze sono le stesse famiglie.

  • Una critica della critica della scuola neoliberale

    A proposito di "Contro la scuola neoliberale. Tecniche di resistenza per docenti" (a cura di Mimmo Cangiano, nottetempo, Milano 2026).

  • Senza cattedra

    E' uscito "Senza cattedra. La scuola possibile" (Loescher), il mio ultimo libro.

  • La verità scomoda sulla valutazione

    Ho sottoposto a diverse IA un passo della traduzione del "De Rerum Natura" di Milo De Angelis. La valutazione e ri-valutazione di Claude dice molto sui pregiudizi che sono dietro ogni nostra valutazione, e da cui a quanto pare nemmeno le IA sono esenti.