Blog diAntonio Vigilante.
Dove si parla di filosofia e di educazione, di anarchismo e di nonviolenza, di ateismo e di buddhismo: di inquietudini e di attraversamenti.
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Insegnare scienze, oltre la gerarchia dei saperi
In uno dei pochi passi pedagogicamente apprezzabili delle Indicazioni Nazionali per il primo ciclo 2025 si legge che “l’approccio laboratoriale, inteso come trasformazione dell’aula in un vero e proprio ‘laboratorio di idee’”, rappresenta una risorsa strategica “per perseguire l’obiettivo di formare cittadini in grado di leggere e orientarsi nella complessità e di progettare il futuro”. Le discipline STEM, l’insegnamento laboratoriale, la formazione alla cittadinanza. Sono i tre punti intorno ai quali gira L’ora di scienza. Cultura scientifica a scuola per lo sviluppo della persona (Calì e Fiorentini, 2026), una raccolta di studi che fa il punto sull’educazione scientifica partendo dall’esperienza del CIDI e dei Laboratori del Sapere Scientifico.
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La parete sottile
C’è da chiedersi quanto sia grande la distanza fra certe forme di retorica politica che costruiscono continuamente un “noi” assediato e un “loro” indicato come minaccia e le sottoculture digitali che trasformano quella logica di contrapposizione in fantasie di eliminazione. E c’è da chiedersi, anche, quanto possa essere efficace la scuola, anche avendo docenti sinceramente democratici, nell’educare gli studenti al rispetto dell’altro se là fuori (sui social, in televisione e inevitabilmente anche in famiglia) è pieno di odio.
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La Bibbia a scuola. Forse non proprio come vorrebbe Valditara
Chi vuole la Bibbia a scuola come documento identitario in realtà non vuole davvero la Bibbia a scuola. Come non vuole davvero la letteratura latina, o la stessa filosofia greca. Quello che vuole è un approccio superficiale, parziale e falso al testo, funzionale a una narrazione che non ha nulla a che fare con la complessità della nostra storia e che è un insulto a quel pensiero critico che dovrebbe essere il primo obiettivo della scuola.
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Le cattive madri
Ho visitato i musei viennesi, questa estate, leggendo in parallelo Antichi Maestri di Thomas Bernhard, la storia di un ottantenne, Reger, che di fronte all’Uomo dalla barba bianca di Tintoretto (in una inesistente Sala Bordone del Kunsthistorisches Museum) rovescia un denso fluido corrosivo di parole sulla cara vecchia cultura austriaca, senza fermarsi lì: è nota, del libro, la definizione – esatta, direi – di Heidegger come “Imbecille delle Prealpi”. Alla quarta ora di permanenza al Kunsthistorisches non ho potuto fare a meno di pensare a questo passo...
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Sosteniamo Autistici/Inventati
Il 26 agosto 2026 il Dipartimento di Stato americano, insieme al Tesoro, ha designato Autistici/Inventati come Specially Designated Global Terrorist, inserendolo nella Specially Designated Nationals and Blocked Persons List (SDN) gestita dall’OFAC, l’ufficio del Dipartimento del Tesoro che amministra e fa applicare le sanzioni economiche americane. Si tratta, per intenderci, della lista che include oligarchi russi e cartelli della droga messicani.
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Perché il divieto di burqa a scuola non è una buona cosa
Le contraddizioni di una scuola che ha la pretesa di essere luogo di emancipazione ma esclude chi non è già emancipato.
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Ernesto Galli Della Loggia e Zara Yaqob
Ernesto Galli Della Loggia afferma in un’intervista a “Libero” che: “Non è sempre vero che tutti gli uomini sono uguali e che tutti hanno il diritto a immigrare; dirlo non è razzista”. Gli faccio rispondere da Zara Yaqob ዘርአ:ያዕቆብ, filosofo etiope del Quattrocento avanti di qualche secolo rispetto all’illuminismo europeo.
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Vannacci e il partito dei morti suoi
Al centro della Base Ideologica e Programmatica di Futuro Nazionale c’è la confessione di una passione che sospettavamo nel generale e nei suoi: la necrofilia.
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Il Palio e la città che è altrove
Il drappellone di Teodora Axente racconta la trasformazione di Siena, tra turismo, svuotamento del centro storico e immigrazione.
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Quello che mi premeva dire sulla scuola
Non si può dire che Senza cattedra abbia avuto successo. Ed è una cosa cui sono abituato – ma la scuola, a differenza dell'etica buddhista, è un tema caldo, e un po' speravo che andasse diversamente. Come mai il libro è passato inosservato? Perché non è un buon libro, perché è scritto male, perché è noioso, perché è irritante. Non saprei. A me pare un buon libro, ma non sono il miglior giudice delle mie cose. Poiché ho scritto quel libro perché mi premeva dire alcuna cose, vorrei provare a dirle nel modo più semplice e sintetico possibile. Procederò per punti. Che appariranno inevitabilmente apodittici: chi vorrà sapere di più potrà leggersi il libro o, meglio, scrivermi.